Berlino, capitale europea della fotografia

Berlino oggi è certamente da annoverare tra le città più importanti per la fotografia in Europa. La vita culturale berlinese offre durante tutto il corso dell’anno molti eventi, mostre, e in generale occasioni di confronto con il medium fotografia. Ciò che caratterizza principalmente questa intensa vita culturale è l’estrema democraticità di molte iniziative che coinvolgono i fotografi conosciuti a livello internazionale accanto a fotografi meno famosi ma non per questo meno interessanti.  Anzi a ben vedere venire a Berlino per andare ad una mostra di McCurry, tanto per dire un nome anche troppo blasonato in Italia, ha poco senso. Ormai viviamo in un epoca che disgraziatamente offre mostre praticamente identiche in tutto il mondo per quanto riguarda i così detti grandi nomi, eventi questi che si possono acquistare come qualsiasi altra cosa sul mercato. Invece, ha molto più senso venirci per scoprire qualcosa e da questa prospettiva Berlino e in genere la cultura fotografica tedesca, hanno molto da offrire anche perché sono in per taluni aspetti molto lontane dai modi italiani e poi assolutamente originali nel panorama internazionale. La prima cosa da considerare è che la Germania ha praticamente inventato il fare fotografia in tutti i sensi: i primi grandi giornali illustrati, il Berliner Illustrierte Zeitung per citare un nome, sono nati qui a Berlino, i tedeschi furono i primi ad inventare  il giornalismo fotografico moderno. Figure come Erich Salomon sono indubbiamente da annoverare tra i primi fotogiornalisti moderni. In Italia oggi si crede normalmente che il fotogiornalismo moderno sia un fatto da ascrivere tutto a gli americani. La cosa non è  del tutto corretta perché in realtà molti fotografi si formarono alla scuola tedesca e poi emigrarono altre oceano o in Inghilterra, con l’avvento del Nazismo. Non da ultimo, la Germania è la patria della Leica, (e di Zeiss e Rollei e altri ancora) lo strumento cha ha apportato una rivoluzione  essenziale in fatto di trasportabilità delle fotocamere, consentendo ai giornalisti di fotografare in situazioni impossibili da riprendere con i pesanti apparecchi ottocenteschi. Chi cercasse oggi in Germania l’esaltazione che si ha mediamente in Italia per Magnum Photo, ad esempio, ne rimarrebbe molto deluso. In un certo senso si potrebbe dire che Magnum Photo ha un grosso debito, non ancora completamente indagato, rispetto alla fotografia tedesca semplicemente perché sono stati i tedeschi ad inventare il fotogiornalismo, come dicevamo,  ma anche lo strumento usato da molti dei fotografi dell’agenzia: la Leica. Da non dimenticare poi che la Germania è stata la patria delle avanguardie negli anni ’20 del del novecento, cosa questa che ha influito molto sul gusto modernista di intendere la fotografia e che in ultima analisi sta alla radice del successo mondiale di alcuni artisti tedeschi che usano la fotografia come arte. Tutte queste cose, a cui qui abbiamo brevemente accennato e che necessiterebbero di uno studio approfondito, hanno indubbiamente lasciato traccia nel senso profondo che i tedeschi hanno per la fotografia. I tedeschi pertanto si possono permetter di guardare alla storia della fotografia da un punto di vista privilegiato che manca all’Italia, un punto di vista che considera la fotografia un aspetto molto importante della propria storia culturale. Non c’è da sorprendersi molto quindi se Berlino ha oggi molto da offrire. Il fatto che la cultura fotografica sia così diffusa ne fa un qualcosa a cui molti possono avvicinarsi senza timore, respirando un clima fertile perché ha radici profonde. Questo clima fertile e vivo lo si può toccare con mano considerando ad esempio a com’è organizzato il C/O, uno spazio espositivo ed educativo che però, e questo è un fatto molto importante, non è un museo perché non ha una collezione. Un concetto rivoluzionario, che pone al centro la fotografia e non il museo. Questa di non avere una collezione non è una cosa da poco. Perché significa che il C/O non è nemmeno una galleria dove vai ad acquistare un oggetto. Oppure si pensi al Mese Europeo della Fotografia che con scadenza biennale si tiene ormai dal lontano 2004. In questo festival che coinvolge tutta la città accanto alle grandi istituzioni, ci sono le gallerie comunali, le piccole gallerie, e i piccoli centri di diffusione della fotografia, le scuole di fotografia. Si respira qui un’aria lontanissima dalla spocchia italiana. La fotografia a Berlino è un fatto che non necessita nobilitazione mediante atteggiamenti sacerdotali o dottorali. Certo, anche qui il mercato esiste, ma è tutto molto più sfaccettato che nella nostra asfittica Italia. Insomma, Berlino è certamente un luogo di cultura/e fotografiche che può offrire molto e insegnare molto sulla fotografia. A chi volesse immergersi in questo medium non gli resta che visitare questa città.

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